Le stampe per gli Ottavari dei morti dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte di Roma di Maria Lucia Violo.
Quella delle sacre rappresentazioni per l’Ottavario dei Morti, il periodo di otto giorni di prediche e altre funzioni religiose che aveva inizio con il 1° novembre, era una prassi stabilitasi in Roma dagli anni ’60 del Settecento, proprio per iniziativa dell’Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orazione e Morte. Ben presto, imitata dagli altri sodalizi, divenne uno degli appuntamenti annuali più sentiti e più celebri nell’ambito della devozione popolare romana. Le Compagnie montavano, nei propri cimiteri, un vero e proprio ‘teatrino’ composto di figure in cera, che poteva rappresentare, di volta in volta, un episodio biblico, agiografico, allegorico, di storia ecclesiastica, in ogni caso sempre a finalità didascalica ed edificante. Questo allestimento rimaneva esposto per tutta la durata dell’Ottavario, non di rado ancora di più, per quasi tutta la durata del mese di novembre, e veniva visitato dal gran concorso di devoti che riempivano le chiese e i cimiteri in occasione delle funzioni. Dietro versamento di un’elemosina, si riceveva una stampa rappresentante il medesimo soggetto del ‘teatrino’, unitamente a un foglio di spiegazione che ne illustrava il contenuto.