Carlo FONTANA
Discorso … sopra le cause delle inondationi del Teuere antiche e moderne à danno della città di Roma, e della insussistente passonata fatta auanti la villa di Papa Giulio III. Per riparo della via Flaminia … In Roma, Nella Stamperia della Reu. Camera Apostolica, 1696. 35 p. 3 tav. ripieg.  fol. (30 cm)
(coll. Vol. Misc. 219.9)

“La stima, che faceuano i Romani del nostro Teuere fù così grande, che arrivò la loro cecità a deificarlo …”. Con queste parole il famoso architetto comincia il suo discorso sul Tevere che, però, è tutto teso ad arrivare al suo vero scopo: l’attacco all’opera, menzionata nel titolo, di Cornelius Meyer, ingegnere olandese, come vedremo più avanti. Ricorda il Fontana come gli antichi ebbero a cuore la pulizia e la custodia del loro fiume: Augusto istituì la carica di Magistrato per la cura del Tevere e delle sue ripe; al tempo della Repubblica se ne occuparono censori e curatori, affiancati anche da un magistrato per la sopraintendenza delle Cloache, che vigilava che queste non immettessero nel fiume materiali che ne potessero alzare l’alveo e facilitassero le alluvioni data la larghezza di questo e la bassezza delle ripe. Decaduta la potenza di Roma, che si era arricchita anche con i traffici lungo il suo fiume, e dopo secoli di trascuratezza, lo stato del Tevere, così come Fontana lo descrive, è deplorevole e quasi del tutto compromessa la sua navigabilità. Le cause principali delle inondazioni da lui indicate sono la catena dei ponti (da Ponte Milvio fuori Porta del Popolo, a Ponte S. Angelo, ai resti del Ponte Trionfale (o Vaticano), a Ponte Sisto (o Gianicolense), a Ponte Cestio, Ponte Palatino (o Rotto), Ponte Sublicio dopo la Marmorata, vicino alla Ripa e sbarco delle navi); le ripe trascurate e soprattutto la disuguaglianza dell’alveo, le palizzate dei molinari, che con esse deviano il corso dell’acqua per accrescere e riunire le correnti per servizio dei loro mulini, le immondizie che alla Penna e in tutta la città hanno alzato il letto del fiume, e “… gli augumentati mali … a causa della passonata susseguentemente descritta …”.
E qui il Fontana tocca finalmente il punto centrale del suo discorso parlando dell’origine e della storia di questa opera compiuta nel fiume. A monte della città si manifestò, ai tempi di Alessandro VII, una grave corrosione alla sponda sinistra del Tevere che, all’altezza della vigna della villa di papa Giulio III, metteva in grave pericolola via Flaminia. Morto Alessandro VII, il nuovo pontefice Clemente IX consultò vari specialisti per i rimedi opportuni e, su consiglio di Giulio Cesare Nigrelli fu convocato a Roma il ferrarese Ippolito Negrisoli, esperto delle alluvioni padane. Le tardive e inconsistenti proposte di questi valsero al Fontana l’incarico di coadiuvarlo nella esatta delineazione del fiume. Al termine di questa rilevazione, il progetto di Negrisoli fu bocciato e approvato invece da Bernini e da Agostino Martinelli quello di Fontana che fu anche pubblicato a mezzo di editti. Ma l’avvio del progetto fu arrestato dalla morte del pontefice. Al suo successore Clemente X il cardinale Azzolini presentò l’olandese
Cornelio Meyer, che secondo l’A. seppe conquistarsi l’animo degli alti prelati facendo loro credere di poter usare sistemi del tutto originali ed economici. Il progetto del Fontana, consistente in un sistema di passonate ad angoli ottusi, con pennelli e fortificazioni sulla sponda opposta alla corrosione, per incanalare la corrente, fu rigettato e il lavoro affidato al Meyer. Si capisce lo scorno dell’architetto … Il progetto del Meyer, che si fondava sul fatto che le corrosioni dipendevano dalla spinta che in diagonale l’acqua scaricava dalla alluvione opposta alla sponda corrosa, prevedeva la costruzione di un pennello all’inizio dell’ansa e altri quattro di un solo filo di palificata verso l’alluvione per favorire il deflusso delle acque verso il centro del fiume, la escavazione di un canale, e la costruzione di una grande palificata nel fiume, il taglio di grosse parti di terreno sulla sponda opposta per allargare il corso.
Cominciati i lavori nel 1678, si scatenarono le critiche, forse in qualche modo giustificate, e ogni genere di boicottaggio. Nel 1684, in un momento particolarmente critico, fu affidata una perizia al Fontana che ne approfittò per riprovare completamente, come addirittura controproducente, il lavoro del Meyer che, secondo lui, doveva essere distrutto, e per riproporre il suo progetto di costruzione di muraglioni. Ma ancora una volta il suo progetto rimase sulla carta e nel 1699 fu emanato un editto per la conservazione della passonata.
La pubblicazione contiene i progetti e la perizia del Fontana relativi a questa controversa vicenda ed è corredato da 3 belle tavole incise così intitolate: 1) Lo stato del fiume in tempo delle corrosioni. Modo proposto per il rimedio; 2) Profilo del Tevere con passonata; 3) Situazione del Tevere a Ponte Molle.
Le p. 31-35 contengono un “Discorso di monsig. illustriss. Vespignani sopra il Tevere e qual rimedio possa darsi per diminuire in parte l’inondazioni … . (Ada Corongiu)