Il sogno di una vita più bella

“L’aspirazione a una vita più bella ha avuto in ogni tempo davanti a se’ tre vie verso la lontana meta. La prima conduce fuori dal mondo … La seconda era la via che conduce al miglioramento e al perfezionamento del mondo stesso … Il terzo sentiero conduce nel mondo dei sogni ..” J. Huizinga, L’autunno del Medioevo

Durata della mostra: 5 maggio-13 giugno 2003

Una premessa di Paola Urbani

Utopia: sogno di una vita più bella o luogo e tempo immaginari? Luogo che non esiste o luogo perfetto? L’etimologia della parola è incerta, forse riconducibile alla negazione ‘ou’, forse alla particella ‘eu’, buono. Da una parte utopia come non luogo, e quindi luogo aperto all’immaginazione e alle sue stravaganze, dall’altra utopia come sogno di una società, di un luogo o di un tempo, migliori. Questo secondo significato, forse il meno ‘filologico’, si è imposto nel linguaggio comune e a questo facciamo per lo più riferimento in questa catalogo che vuole essere una panoramica  su quei luoghi perfetti che la fantasia o la razionalità degli umani hanno saputo immaginare. Utopia come sogno dunque, un sogno rivolto al passato come quello di straordinarie città perdute da ricostruire con la fantasia, o di un ritorno ad  una mitica età dell’oro considerata  paradigma di ogni possibile armonia tra l’uomo e il mondo. Oppure rivolto al futuro: immaginazione di mondi perfetti mai realizzati e forse irrealizzabili. La piccola mostra della Biblioteca Casanatense viene dopo che due mostre ben più ambiziose sono state realizzate: nella Bibliothèque Nationale di Parigi nel 2000 e nella Public Library di NewYork nel 2001 e, costruita quasi interamente sul materiale presente in biblioteca, vuole offrire una panoramica dei testi essenziali per la storia dell’utopia dal XVI al XIX secolo, da Platone al socialismo utopistico. Un tema che certo in questo lavoro  abbiamo appena sfiorato, in un intento serio ma anche e soprattutto giocoso e divulgativo, quale oggi si conviene, crediamo, parlando di utopia. Così abbiamo scelto di mostrare edizioni antiche, ma alternandole ad altre di più facile lettura, quando possibile anche in lingua italiana Ma, soprattutto, la mostra della Casanatense ha una caratteristica particolare: molti dei testi esposti sono stati illustrati dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Creare un ponte tra antico e moderno, attraverso la rivisitazione dei testi della Biblioteca Casanatense  da parte di giovani ‘artisti’, è stata l’idea guida del nostro lavoro. Un piccolo esempio di come si possa realizzare quella continuità nel cambiamento che possiamo considerare forse come l’utopia, realizzabile, del nostro millennio.