La solenne processione vaticana del Corpus Domini al tempo di Gregorio XVI di Angela Vicini Mastrangeli

“Non v’ha certamente in tutto il mondo cosa nè più santa, nè più augusta, nè più splendida di quella rinomatissima pompa, che ogni anno nella festa dell’augustissimo Sagramento suole mirarsi nel Vaticano, quando il pontefice massimo in venerazione lo reca”. (G. Barluzzi, Della solenne processione vaticana…, Roma 1837, p. III)

L’opera grafica che presentiamo si costituisce come testimonianza visiva diretta di una delle consuetudini religiose più radicate nel territorio romano-laziale, la processione del Corpus Domini, che si configura nella sua espressione più solenne nella celebrazione pontificia presso la basilica di S. Pietro. Lo svolgimento del solenne rito rientra nell’insieme delle numerose feste e cerimonie con cui il potere spirituale e temporale della Chiesa di Roma amava manifestarsi, ancora nel XIX secolo, in tutto il suo splendore, chiamando a partecipare a tali eventi autorità religiose e civili, rappresentanti di stati esteri e soprattutto folle di pellegrini e di popolo, che per l’occasione, oltre a lucrare speciali indulgenze, potevano confrontarsi con il mondo alto-borghese ed aristocratico che, alla pari del popolino, accorreva alle manifestazioni religiose come ad un vero e proprio spettacolo, per assistere e per esibirsi a sua volta. Va ricordato che, pur nella indiscutibile serietà dell’aspetto devozionale, l’allestimento della processione si rivelava spesso fonte di contrasti anche accesi, sia tra i partecipanti che tra il pubblico, per questioni di cerimoniale e di etichetta, relative all’abbigliamento, ai simboli da condurre, alle precedenze da rispettare, in un’atmosfera che fatalmente finiva per tingersi di mondanità.