di Francesca Rocchi [stagista presso l’Ufficio Manoscritti]

Fin dalla prima metà del XIX secolo tra gli scaffali della Biblioteca Casanatense è custodito il ms. 615, un codice prezioso che, abbracciando un arco temporale che va dalla fine del medioevo al sorgere dell’età napoleonica, testimonia uno spaccato della storia di una delle corporazioni più antiche e più importanti dell’Urbe, quella degli osti e tavernieri.

Il Ms. 615 può a buon diritto essere considerato un unicum, in quanto al suo interno si trovano gli statuti originali della corporazione assieme a un nutrito numero di documenti di diversa natura, quali conferme e approvazioni originali di Senatori e Conservatori di Roma, rogate da protonotari e notai; inventari, copie autentiche di suppliche, documenti pontifici (motu proprio e brevi), stemmi cardinalizi e miniature a piena pagina, il tutto stratificato nell’arco di tre secoli (1481-1780).