Le legature antiche della Casanatense

legaturaA partire dalla metà del Cinquecento la Biblioteca Casanatense tende a rispecchiare con le sue raccolte la ricchezza della tradizione romana; i tre elementi caratteristici della legatura italiana del pieno Rinascimento (decorazione a nastri, foglie aldine e placchetta centrale), fondendosi in piena armonia costituiscono il fattore basilare di quelle legature romane che sono famose con il nome di «Canevari»; esse vanno considerate come un felice, ma non isolato episodio della lunga e ininterrotta tradizione in cui si muove la legatura romana. Essa si svolge tutta nell’arco di cinque secoli nell’ambito della Corte pontificia e di poche grandi famiglie che, annoverando fra i propri membri papi ed alti ecclesiastici, hanno prosperato intorno a questa Corte. Dopo la crisi che fa seguito al drammatico episodio del Sacco di Roma, l’avvento al papato di Paolo III, nel 1534 crea, per una fortunata serie di circostanze, il clima favorevole alla ripresa della vita artistica e culturale; ne è prima causa il grande mecenatismo dei Farnese, sia del nuovo pontefice, già possessore di una grossa biblioteca personale e committente di legature, che dei due nipoti, Ranuccio e Alessandro.

E farnesiane sono senza dubbio le famose legature; quelle riconosciute oggi come autentiche sono in tutto 144 (la Biblioteca Casanatense ne possiede due). Il termine «Canevari» è di conio ottocentesco, in quanto all’epoca erano state attribuite alla biblioteca di Demetrio Canevari, medico genovese vissuto tanti anni a Roma, dove fu archiatra di Urbano VIII. La placchetta, impressa al centro dei piatti delle Canevari, è anche una delle caratteristiche che si possono riscontrare su legature francesi dello stesso periodo, conservate in Casanatense; ci si vuoil riferire a due legature decorate con un medaglione raffigurante il ritratto di profilo di Enrico II (1547-1559). Si tratta di un genere non raro che, sulla base del gusto corrente a quei tempi, prediligeva legature decorate con i ritratti di Enrico Il e del suo predecessore, Francesco I, successivamente ricavati da forme che servivano a fondere monete e medaglie.

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