Le legature antiche della Casanatense

La più antica legatura di questo tipo che si conosca ricopre un libro stampato a Basilea nel 1544 e reca un ritratto di Francesco I. Ma il rilegatore che per primo ha impiegato, per decorare libri, una placchetta con il ritratto di Enrico II deve aver avuto maggior successo, perché ne esistono e sono stati catalogati non meno di nove differenti tipi, ovali e rotondi, usati in diversi «ateliers»; otto di essi derivano dal medesimo prototipo, una medaglia incisa da Etienne Delaulne nel 1552, che rappresenta Enrico, profilo volto verso destra, con la corazza ed il collare dell’Ordine di S. Michele, ed incoronato d’alloro. Le legature che, invece, provengono realmente dalla biblioteca del sovrano hanno altre caratteristiche e portano in evidenza, oltre che i suoi, i monogrammi e gli attributi della sua celebre favorita, Diana di Poitiers; così vi si trova talvolta il ferro con il delfino unito al ferro con il crescente di luna, in segno di cavalleresco omaggio a Diana, vista come novella dea, e più tardi quando Enrico fu re, archi, frecce, faretre uniti a corone, sovrastanti iniziali e monogrammi intrecciati.
La decorazione a placca, con il ritratto del proprietario e spesso anche la data di fabbricazione della legatura è frequente anche sulle legature appartenenti all’imponente gruppo della Biblioteca Palatina di Heidelberg. Oggi per noi il concetto di «Biblioteca Palatina» si identifica con l’insieme dei volumi trasportati nel 1623 a Roma da Leone Allacci per ordine di Gregorio XV, ansioso di aggiudicarsi questo tesoro bibliografico a titolo di ringraziamento per l’aiuto prestato ai cattolici tedeschi contro i protestanti, protetti dai principi del Palatinato.
La politica dei principi palatini, da sempre mirata allo sviluppo degli studi ed al costante ampliamento della celebre biblioteca, raggiunge infatti il suo apice al tempo della Riforma, sotto il governo del famosissimo Otto Heinrich, o Ottheinrich (1502-1559). Fedele alla divisa araldica che si è scelta, «mit der Zeit», col tempo, che egli usa spesso apporre alle sue legature, Otto arriva al potere in età già avanzata, nel 1556; il suo governo dura soltanto tre anni, dal 1556 all’anno della sua morte, il 1559, durante i quali si prodiga con energia e competenza seguendo un preciso disegno, coltivato per molto tempo nella mente: modellare libri palatini e biblioteca come supporto ed espressione concreta delle sue ambizioni principesche; il suo breve, ma intenso governo ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del Palatinato e della biblioteca, che si arricchisce negli anni degli apporti continui di professori dell’Università di Heidelberg, e di uomini di cultura, fino al lascito di Ulrich Fugger, il celebre banchiere di Augsburg, rifugiatosi presso i principi palatini a causa della sua fede protestante; verrà chiamata a buona ragione, per la ricchezza dei suoi fondi, Mutter alle Bibliotheken.

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