Le legature antiche della Casanatense

legatura filigranaDal 1620 si è pure diffusa la decorazione a filigrana, o à pointillé, che trova largo spazio nelle legature Rospigliosi; con un gioco finissimo di ferri minuti e sottili e di puntini si cerca di ottenere l’effetto di certe oreficerie a filigrana, ed il risultato è di una grande leggerezza nella decorazione, che non riempie più lo spazio disponibile soffocandolo, ma si articola in ben definiti elementi pieni e vuoti. Dalla metà del Seicento le legature Rospigliosi accolgono anche la moda dei ventagli, forse importata dalla Spagna, ma poi divenuta tipicamente romana: la decorazione «a ventagli» è caratterizzata dall’uso di un ferro a forma di lancetta, simile alla stecca di un ventaglio, il più delle volte lavorato a filigrana, che viene ripetuto per un quarto di giro agli angoli, dove forma dei veri ventagli, e per intero al centro, dove forma un rosone; qualche volta anche un mezzo cerchio arricchisce la metà dei lati. Numerosissime le legature romane lavorate secondo questo stile, e con molte varianti: non ultime quelle eseguite per lo stesso cardinale Girolamo Casanate (1620-1700), che negli anni del pontificato di Clemente IX stava già ponendo le basi della sua «Libraria» (né bisogna dimenticare che il Casanate fu Prefetto della Vaticana). Numerosissime si conservano ancor oggi in Casanatense le legature del cardinale, caratterizzate dalla costante dello stemma al centro dei piatti, sormontato dal cappello cardinalizio; bisogna rilevare tuttavia che si tratta in gran parte di legature di dedica, inviate al cardinale in segno di omaggio per le alte cariche ecclesiastiche da lui rivestite; non vi si nota quindi una matrice comune, che possa far pensare ad un’unica bottega di legatoria che si sia incaricata per anni delle legature di lusso appartenenti al cardinale. Su alcune di esse è visibile la mano degli Andreoli, famosi perché autori delle più belle legature Rospigliosi.

Il cardinale si è certo servito per i suoi volumi dell’opera di più legatori: per quello che si è potuto desumere, tuttavia, dal materiale rimasto e dai documenti d’archivio, mentre le legature di lusso sono essenzialmente da riportare ad una produzione destinata ad essere donata, o inviata in omaggio, molte delle legature del cardinale venivano affidate per lavori in economia a dei legatori accreditati. Oltre ai già citati Andreoli, si possono ricordare Giovanni Walthier «lo svizzero», ed i Lullié, padre e figlio: tutti, oltre che legatori, noti librai-editori in Roma. Dalle loro mani escono semplicissime legature in pergamena, o in pelle marrone, decorate con riquadrature e pochi ferri agli angoli dei piatti, fra cui spicca più riconoscibile degli altri un fiore di tulipano costantemente usato dal Walthier. Dopo la morte del cardinale e l’inaugurazione della Biblioteca nel 1701, con l’avanzare del secolo i prefetti casanatensi continuano a far eseguire dai loro fornitori delle legature semplici, in cui il massimo lusso possibile (solo per alcuni manoscritti) è l’uso del vitello marmorizzato e del «superlibros» della Casanatense impresso agli angoli e al centro dei piatti; una variante graziosa può essere quella della pergamena verde, con la torre e la stella dello stemma casanatense alternate negli scomparti del dorso: Gorini è il legatore-libraio che quasi per quarant’anni ha seguito la produzione libraria destinata alla Biblioteca Casanatense.

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