Le legature antiche della Casanatense

legatura cantateE’ nel Settecento che la velocità di esecuzione del lavoro, imposta da motivi economici, porta ad una generalizzazione dell’uso della placca, che costituisce in questo caso un ulteriore progresso della tecnica decorativa ormai svolta su scala quasi industriale, e che va ben oltre l’uso della vecchia rotella a manico. A placca si fanno i grossi segmenti decorativi delle cornici, le decorazioni centrali e degli angoli, se non addirittura le cornici intere o gli interipiatti. Tra le due tendenze decorative riscontrate in passato, quella della semplicità e quella della decorazione esuberante e fastosa, il Settecento, secolo più razionale, più portato ad una armonia essenziale delle forme, punta decisamente alla prima; non mancano, è vero, lussuose decorazioni rococò, in cui il campo viene ripartito in compartimenti variati, con motivi a squame di pesce, o a reticolato, a fiamme, stelle, o cornici a pizzo o a larghe foglie, o fregi di piume e rami fioriti, ma la tendenza generale dei legatori di corte e legatori editoriali è quella di ottenere la massima eleganza con la massima semplicità: a questa tendenza non deve aver dato piccolo impulso il diffondersi della produzione editoriale (in cui fu maestro, fra gli altri, il Bodoni). Si dà ampio spazio quindi ai dorsi, decorandoli a piccoli ferri dorati, mentre i due piatti, lasciati liberi da qualunque sovrapposizione decorativa, lasciano gustare in pieno le armoniose sfumature della pelle marmorizzata, anche a tenui colori: il vitello fine, maculato in nocciola, marrone, ed anche in rosso, verde o azzurro si presta bene a questa tecnica; le legature di lusso particolare, e quasi sempre quelle che presentano all’esterno delle decorazioni dorate, hanno i fogli di guardia in carta marmorizzata, o dorata, se non addirittura una doublure all’interno dei piatti, in pelle impressa a ferri dorati.

Il discorso s’interrompe qui, perché sia per le legature che per le carte decorate l’Ottocento segna l’inizio di una svolta: il libro cessa ormai di essere un fatto artigianale e diventa un prodotto industriale. Si continueranno, certamente, a fare carte a mano e belle legature, ma esclusivamente a livello amatoriale, di collezionisti o di studiosi; e la storia dell’antiquariato librario, o della bibliofilia, proprio perché non più evento spontaneo, ma elaborazione teorica del passato percorre una via diversa.
Del resto, anche per la Casanatense lo sviluppo s’interrompe con la fine del Settecento: l’Ottocento, iniziato con le razzie dei soldati napoleonici e terminato con la nazionalizzazione ed il passaggio al governo italiano dopo la conquista di Roma e l’approvazione delle leggi sull’asse ecclesiastico, fatalmente rappresenta per la Biblioteca l’inizio di una lunga inarrestabile decadenza: l’epoca dei grandi acquisti in tutta Europa e delle grandi donazioni è finita; rimane forse ancora da citare, nel 1933, l’acquisto, all’asta della biblioteca Rospigliosi, di un gran numero di spettacolari legature che sono andate ad aggiungersi alle consorelle già possedute fin dal Seicento.

pubblicato in La Biblioteca Casanatense. Firenze, Nardini, 1993

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